Con il sostegno dell’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD) e l’accompagnamento tecnico di HYDEA, la Commissione dell’Oceano Indiano (COI) ha presentato un inventario regionale inedito delle architetture tradizionali. Realizzato nell’ambito del progetto di sviluppo delle Industrie Culturali e Creative (ICC), il lavoro mira a preservare, documentare e valorizzare i saperi architettonici che definiscono l’identità delle isole dell’Oceano Indiano.

HYDEA ha fornito supporto tecnico e metodologico alle squadre nazionali incaricate del rilievo, contribuendo alla definizione delle schede di catalogazione, delle linee guida per la documentazione e delle modalità di valorizzazione dei risultati. Grazie a questa collaborazione, l’inventario rappresenta oggi una risorsa di riferimento per la tutela e la promozione del patrimonio costruito della regione.
I tetti di paglia, le verande aperte sul mare, i muri di basalto o di legno intrecciato raccontano la storia dei popoli dell’Oceano Indiano. Dietro ogni casa, ogni cortile o laboratorio, si nasconde un sapere antico trasmesso di generazione in generazione. È questo patrimonio vivente che abbiamo scelto di valorizzare attraverso un vasto lavoro di ricerca e documentazione condiviso tra le isole della regione.
Un patrimonio da preservare
L’obiettivo di questo inventario è semplice: censire, documentare e valorizzare i saperi architettonici tradizionali presenti nella regione. Da Madagascar alle Seychelles, passando per Mauritius (e Rodrigues) e l’Unione delle Comore, questo lavoro mette in luce tecniche ancestrali adattate al clima e alle risorse locali.
Queste architetture, spesso costruite con materiali naturali – pietra, legno, paglia o argilla – testimoniano un’ingegnosità ecologica ante litteram. Eppure, stanno scomparendo progressivamente di fronte alle costruzioni moderne. Redigere il loro inventario significa anche proteggere un sapere e un’identità collettivi.

Un’eredità da riscoprire
Dagli artigiani mauriziani ai carpentieri comoriani, dai costruttori malgasci ai falegnami delle Seychelles, le tecniche di costruzione locali testimoniano un’adattabilità straordinaria al clima, all’ambiente e agli stili di vita insulari. Questi saperi, talvolta minacciati dalla rapida modernizzazione dei territori, meritano oggi di essere riscoperti, trasmessi e valorizzati.
L’inventario regionale ha l’obiettivo di censire e documentare queste forme di architettura tradizionale. Al di là della raccolta di informazioni, si tratta di un’iniziativa di sensibilizzazione e trasmissione: far conoscere al grande pubblico la ricchezza e la diversità di questi patrimoni costruiti e dare nuova visibilità alle donne e agli uomini che li perpetuano.

Un’avventura umana e collettiva
Questo lavoro sul campo ha coinvolto squadre locali di esperti, architetti e artigiani, che hanno percorso villaggi, isole e regioni remote per raccogliere testimonianze, fotografie e racconti. Il lavoro collettivo ha permesso di realizzare 366 schede documentate: 293 edifici tradizionali, 52 complessi urbani e 21 patrimoni immateriali e saperi.
Dietro questi numeri si celano volti e storie: quella di una casa costruita secondo la tradizione malgascia “trano gasy”, di un laboratorio di carpentiere mauriziano o di una veranda delle Seychelles. Ogni scheda racconta un incontro, una memoria, un gesto trasmesso di generazione in generazione.
Nel corso delle visite, l’inventario ha permesso di creare legami tra le generazioni, di ridare valore alle pratiche antiche e di far emergere un senso di orgoglio collettivo. Preservare il patrimonio significa infatti anche preservare un’identità e un rapporto con il territorio.
Un patrimonio condiviso, disponibile su Kiltir.org
I risultati completi di questo lavoro sono accessibili su Kiltir.org, la piattaforma regionale dedicata all’arte, alle culture e ai saperi dell’Oceano Indiano. Il pubblico potrà esplorare una mappa interattiva per scoprire la diversità delle architetture insulari.
Questo inventario rappresenta una prima tappa verso una migliore protezione e valorizzazione del patrimonio costruito della regione. Mira, inoltre, a ispirare un’architettura contemporanea più sostenibile, radicata nelle tradizioni locali e rispettosa dell’ambiente.