Parco Lineare Porto Vecchio di Trieste

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Un nuovo rinascimento urbano prende forma: la città di Trieste si prepara a riconnettere la sua storia al futuro attraverso un luogo in cui natura e cultura si incontrano. Nell’area dell’ex Porto Vecchio sorgerà un parco pubblico lineare unico nel suo genere, vero connubio tra natura e archeologia industriale.

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L’antica fascia ferroviaria ottocentesca è in via di trasformazione verso un’infrastruttura ecologica viva, dotata di undici aree paesaggistiche tematiche, percorsi pedonali e ciclabili, specchi d’acqua, canali, piazze e spazi per il tempo libero.

Il Parco dei Dialoghi

Trieste, città portuale dalla forte identità, riflette la complessità storica, geografica, culturale ed etnica che l’ha segnata nei secoli come crocevia di scambi e incontri. Oggi, dopo un periodo di declino, sta vivendo una nuova stagione di rilancio europeo. In questo contesto, il recupero del Porto Vecchio assume un ruolo centrale: nato per un Impero ormai scomparso, è rimasto a lungo un relitto fuori scala e inadatto ai tempi. L’obiettivo del nuovo parco è riconnettere la città al mare, trasformando l’area in un punto vitale e attrattivo, capace di generare nuovi legami, stimolare l’identità cittadina e migliorare la qualità della vita, grazie a funzioni e usi che ne incentivino la fruizione quotidiana.

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Il progetto comprende un’area lineare che dal promontorio di Barcola si estende verso sud fino al confine del Porto Vecchio con Corso Cavour. Si inserisce in un quadro di interventi coordinati dal Comune di Trieste e comprende un’area lineare di circa 2,5 km di lunghezza per circa 53,5 kmq di estensione.

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L’asse Barcolano, prolungamento nord del tracciato ferroviario del Porto Vecchio, collega Barcola al centro storico seguendo un’area in parte degradata ma di forte valore storico e paesaggistico.

Interventi principali:

  • Riqualificazione del tracciato ferroviario come asse pedonale, ciclabile e impiantistico.

  • Valorizzazione del verde esistente con conservazione delle alberature pregiate, nuove piantumazioni e inerbimento.

  • A sud: strada carrabile, pista ciclabile, percorso pedonale, pista di servizio, fascia verde e piccolo parcheggio.

  • A nord: percorso pedonale drenante, verde di margine, parcheggio bici e area sosta.

  • Coordinamento con la Cittadella dello Sport, mantenimento dei binari storici e integrazione con attività sportive per rivitalizzare l’area.

L’asse Carsico, cuore del Parco Lineare, è un boulevard di circa 1 km costruito sul tracciato ferroviario esistente. È delimitato a ovest da magazzini storici e a est da un tessuto urbano più frammentato, con aree da demolire e ricostruire.

Interventi principali:

  • Mantenimento dei binari come struttura portante del disegno urbano e dei percorsi.

  • Demolizione di superfetazioni e manufatti minori, recupero di edifici storici da destinare a nuovi usi (es. ex Locanda Piccola).

  • Creazione di un sistema di spazi verdi e 11 aree paesaggistiche tematiche, ispirate al paesaggio del Carso, con percorsi sensoriali, storici e ludici.

  • Tre grandi slarghi trasformati in piazze e sei assi trasversali di connessione con il mare e gli altri poli del parco.

  • Due specchi d’acqua terminali e piccoli elementi d’acqua lungo il percorso.

  • Le stazioni della cabinovia costituiscono i portali dell’asse, mantenendo la continuità del percorso.

Si delinea così una nuova connessione tra il centro città e il lungomare di Barcola, grazie al sistema di spazi aperti e percorsi che attraversano il Porto Vecchio. La grande infrastruttura verde colmerà i vuoti tra gli edifici, contribuendo a definire una nuova identità per l’intero waterfront.

Il progetto prevede la realizzazione di un Parco Urbano con le seguenti finalità:

  • Creare una struttura continua di percorsi pedonali e ciclopedonali ricucendo e connettendo tutti gli interventi previsti lungo i 3km dell’area;
  • Dare continuità e connessione al sistema vegetale e arboreo lungo l’area del Porto Vecchio;
  • Connettere i progetti in corso e i diversi tessuti presenti nel Porto Vecchio;
  • Indirizzare la creazione di un percorso diffuso di attività ludico sportive;
  • Creare un asse naturale paesaggistico strumento di connessione tra l’urbano e la natura che diventi polo di attività legate all’unione uomo natura;
  • Creare un polo di attrazione locale ed extra territoriale, per le attività legate al Parco, sportive ludico ricreative, attraverso l’individuazione di luoghi strumenti attrezzature per lo svolgimento di una serie di attività sportive, artistiche ricreative libere, attraverso un disegno coerente, semplice, riconoscibile e attraverso la capacità di intersezione, sovrapposizione e connessione con le altre aree del Porto e della città;
  • Creare un sistema moderno di gestione della risorsa naturale in ambito urbano che sia elemento didattico di promozione e sperimentazione e che permetta una minimizzazione del consumo di risorse e una massimizzazione nella fornitura di risorse inter- secandosi con altri sistemi naturali urbani.

Aree tematiche

La demolizione di due piccoli fabbricati a est e di una superfetazione a ovest consente di creare un ampio spazio che circonda e incornicia l’area di ingresso al Parco. Questa piazza si estende a est della stazione, caratterizzata da una generosa area d’ingresso, decorata con aiuole alberate che conferiscono un senso di accoglienza e verde al contesto urbano. A nord, la piazza si articola in un’area che segna l’ingresso al parco, creando una connessione fluida tra l’ambiente costruito e quello naturale.
La pavimentazione, che gradualmente si inverdisce, funge da elemento di comunicazione tra l’esterno e il parco, costituendo una zona di filtro dove urbano e naturale si mescolano in armonia. Questa transizione è ulteriormente accentuata da uno specchio d’acqua, animato da vegetazione acquatica, che segna l’arrivo della cabinovia. Questo ambiente umido, realizzato in bacini impermeabilizzati, non solo contribuisce alla biodiversità ma offre anche un’attrattiva visiva e sensoriale.

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L’area del canneto è la prima che incontriamo entrando nel parco vero e proprio, collocata a Nord dell’asse Natura, si caratterizza nel passaggio tra un’area aperta e più mineralizzata quale la piazza della stazione ed una prospettiva compressa dal forte asse prospettico determinato dagli edifici laterali.
Questo cambio di prospettiva e percezione spaziale raccoglie l’attenzione e proietta il fruitore nel vivo di un paesaggio naturale, caratterizzato da un sistema acquatico che consiste in una seconda vasca d’acqua, un bacino di fitodepurazione vegetato.
Lo specchio d’acqua, che presenta una profondità massima di 30 cm, è protetto da una vegetazione acquatica che ne lambisce e protegge i bordi con specie di differenti altezze e di fatto ne impedisce l’accesso. Le vasche di fitodepurazione hanno diverse specie in base alla tipologia di ambiente: la parte filtrante e quella depurata.

Questa porzione del parco si sviluppa a partire dalla stazione della cabinovia Porto Vecchio per tutta la lunghezza degli edifici 18 e 19 ed è caratterizzata principalmente dalla vegetazione della landa carsica che viene piantumata in grandi aiuole rialzate.
Placche soprelevate, allestite con vegetazione diversa per altezza, colori e profumi, si susseguono e accompagnano i percorsi, tagliate da un canale d’acqua che scende lentamente fino a collegarsi alla vasca principale.

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Addentrandoci nel cuore del parco troviamo lo spaccapietre, un ambiente in cui si attuano interventi puntuali di demolizione controllata della pavimentazione attuale per inserire tessere vegetali, ricreando in modo misurato e controllato la dinamica di riappropriazione degli spazi da parte della natura. Si viene a generare un giardino parzialmente minerale, che si costituisce come tassello di un progressivo abbandono degli elementi materici per addentrarsi in aree a prevalente presenza vegetale. Passerelle pedonali ne permettono l’attraversamento e costituiscono momenti di lenta contemplazione parallelamente al fluido scorrere dei percorsi di corsa e ciclopedonali.
Aree di sosta attrezzate si alternano a piazze e zone dedicate ad attività ludico sportive, due campi da bocce affiancano e precedono il piccolo corso d’acqua che rinfresca la percezione della fascia si affianca e accompagna i percorsi degli utenti.

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A sud si apre un ampio spazio con prospettive larghe, ottenuto grazie anche alla demolizione di un manufatto prefabbricato privo di valore architettonico, che va a costituire una connessione fisica tra il boulevard principale e l’asse carsico.
Quest’area di circa 6.000 mq ospita attività sportive polivalenti, un campetto da gioco e un’area pavimentata utilizzabile per attività sportive libere di gruppo, pavimentati in gomma e cemento drenante. Un grande prato leggermente soprelevato a nord è lasciato volutamente libero per il gioco dei bambini e dei ragazzi, il relax, eventi temporanei e manifestazioni, spettacoli e rappresentazioni. Questi spazi sono previsti per un utilizzo libero, non saranno recintati né attrezzati, in modo che si prestino alle esigenze dei fruitori con la massima libertà e flessibilità, per attività momentanee e in base alle esigenze degli utenti.

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Il “parco della scienza” è un’area destinata alla scoperta e all’osservazione della natura, grazie ad attrezzature ed espedienti che consentono un’esperienza immersiva e diretta della flora e fauna locali. In questo modo si ottiene una forte integrazione con il contesto: le scenografie vegetali sono progettate seguendo l’orientamento e il tracciato originario dei binari, di cui si preserva il più possibile la struttura per mantenerne la leggibilità. Il linguaggio progettuale è coerente con quello dell’intero parco, rispetta la linearità del sistema ed è ispirato alle tracce storiche esistenti.
Un itinerario principale punteggiato da momenti di sosta, scoperta e sperimentazione accompagna il percorso nel giardino, incrociandosi con molteplici livelli di lettura di natura didattico-educativa, botanica e ludica, rivolti agli utenti di tutte le età. A conclusione del percorso si trova un’ampia piazza pavimentata in masegni di recupero e attraversata da tracce metalliche dei binari che ne movimentano la superficie. Questo spazio, allestito con sedute, raccoglie momenti di sosta e interazione.

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Questo spazio aperto di ampio respiro ricongiunge la frammentazione edilizia e permette all’orizzonte di allargarsi. La minore altezza delle costruzioni a est e il loro disallineamento sono occasione affinché il verde penetri e si insinui a riempire tutti gli spazi di risulta, per creare un nuovo tessuto dove la natura faccia da elemento di congiunzione e costituisca la chiave di lettura. Qui trovano posto delle radure incastrate nella vegetazione, diverse zone per attività a vocazione differente: una grande piazza e uno spazio di ingresso al fabbricato 116, entrambi pavimentati in masegni e attrezzati con sedute e panchine, un’area ampia realizzata in calcestruzzo drenante per attività libera sportiva o ludica, spazi pavimentati in gomma per il gioco dei più piccoli.
Alcuni sentieri attraversano l’area verde e due lievi alture sono previste nella fascia a est, dove la cortina edilizia si allarga, decentrate rispetto all’asse prospettico: sono due punti di vista più elevati del viale, che permettono una differente percezione del parco.
Un piccolo corso d’acqua e delle pozze isolate determinano punti di sosta liberi, con effetti scenografici del verde che offrono sollievo dalla calura estiva e che, grazie alla loro posizione leggermente nascosta, potrebbero attirare anche la fauna locale.

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La zona che interessa la parte sud del viale tra gli edifici 2 e 2a è il secondo paesaggio caratterizzato da una modifica solo parziale del suolo, con interventi puntuali di demolizione controllata della pavimentazione attuale per inserire tessere vegetali, ricreando in modo misurato e controllato la dinamica in atto nell’intera area, di riappropriazione degli spazi da parte della natura.  Una fitta rete di percorsi, sia liberi che guidati, si ramifica e si incrocia per condurre, insieme con la sottile linea d’acqua, alla vasca finale, dove le cabine della funivia scompaiono e la progressiva mineralizzazione del suolo preannuncia l’avvicinarsi del contesto urbano.

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Lo spazio che oggi si presenta come un grande parcheggio per auto diventerà una piazza completamente pedonale. Divisa dalla stazione centrale denominata Trieste in due aree distinte ma comunicanti, richiama il linguaggio progettuale della speculare piazza a nord, con tessere del verde più geometriche e regolari, che gradualmente si allontanano dalla naturalità del parco per connettersi con il tessuto urbano. Con lo stesso principio, le pavimentazioni, dalla prevalenza minerale a sud, vanno progressivamente a unirsi con le componenti vegetali, creando un filtro di ingresso e un invito verso lo spazio verde del parco, in una sfumatura che va dal cemento urbano alla vegetazione. Nella parte di piazza a est, le aiuole sono costituite da vasche soprelevate per evitare l’interferenza con gli scavi archeologici presenti.

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